Le attività hanno preso il via con il completamento della costruzione dell'ingranaggio, e con la successiva progettazione e assemblaggio del trapano.
La sfida cruciale ha riguardato la sintesi strutturale dei moduli precedentemente realizzati. I partecipanti hanno progettato e costruito il corpo principale del robot rispettando un vincolo progettuale: l'ottimizzazione degli spazi superiori per il trasporto sicuro sia dell'ingranaggio sia del trapano. Superata la fase di assemblaggio, l'attività si è spostata su un piano riflessivo e documentale.
Guidati dalle schede delle prime tre unità del manuale didattico di Bet She Can, i bambini hanno catalogato e analizzato l'esperienza, inserendo in modo analitico le caratteristiche tecniche, geometriche e funzionali del robot da loro ideato.
La fase conclusiva è stata interamente dedicata alla programmazione e al testing. I ragazzi hanno implementato il codice per rendere autonomo il veicolo, finalizzando gli algoritmi di movimento per il superamento di una pista tecnica appositamente progettata per simulare le insidie del suolo lunare.
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