H-FARM Education per l’alternanza scuola-lavoro

14 February 2017 News,
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Dieci ragazzi del liceo negli uffici di H-FARM per un primo contatto con il mondo del lavoro

Quanti lavori si possono fare al mondo? Esistono solo i veterinari, gli astronauti e gli archeologi? Ma, soprattutto: come si fa a diventare ciò che si sogna di diventare? Se la scelta della scuola secondaria è una decisione importante da affrontare alla fine delle scuole medie, quella dell’università lo è a maggior ragione. H-FARM Education contribuisce, anche in forza di un protocollo d’intesa con il Miur, nella creazione di consapevolezza nei ragazzi rispetto alle scelte universitarie prima, lavorative poi.

Il progetto di alternanza scuola-lavoro, istituito con la legge così detta della “Buona Scuola”, coinvolge per 200 ore tutti gli studenti al terzo e al quarto anno dei licei e per 400 ore, quelli dell’ultimo triennio degli istituti professionali. H-FARM Education infatti ha stretto la partnership col Ministero dell’Istruzione per accogliere ragazzi impegnati nell’alternanza scuola lavoro e portarli nei suoi uffici, a scoprire cosa vuol dire stare su un luogo di lavoro, provare nuovi strumenti digitali e affrontare un percorso di riflessione e orientamento al futuro. Perché non sempre si ha ben chiaro cosa serve per raggiungere i propri obiettivi.

Tra un impegno e l’altro, abbiamo chiacchierato con loro, scoprendo ragazzi dagli interessi più disparati, con agende impegnate quasi quanto quelle di un manager. A Lorenzo piace l’opera, la musica classica e dà ripetizioni di matematica, mentre Matteo è un istruttore di vela. Bianca vorrebbe fare medicina, ma appena scorge una macchina fotografica le brillano gli occhi. A Cecilia, invece, piacerebbe rimanere in ambito umanistico, ma vede il suo futuro ancora molto incerto.

Per una settimana i ragazzi, assieme ai nostri tutor, ci hanno aiutato a riordinare dei materiali, hanno sperimentato alcuni degli strumenti che utilizziamo durante i nostri Labs&Camps (la stampa 3D li ha tenuti incollati e curiosi per un bel po’), e svolto alcune attività volte alla conoscenza di se stessi, dei punti di forza e di quelli deboli.

A breve pubblicheremo un breve video con la loro testimonianza.

Uno dei ragazzi, Mariano, ci ha raccontato dell’associazione che i genitori hanno fondato e a cui lui dà una mano attivamente: si chiama Baskin Mestre, ed è una squadra di basket per ragazzi disabili. Date un’occhiata!